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Cos’è la bioenergetica?
La bioenergetica (Lowen, 1958)) rappresenta un modo di comprendere la personalità in termini dei suoi processi energetici.
Ha come obiettivo terapeutico l’integrazione della mente e del corpo e la ricerca di piacere e di autorealizzazione. I processi di produzione di energia, attraverso la respirazione e di scarica di energia, attraverso il movimento, rappresentano le funzioni basilari della vita.
In che modo la bioenergetica può essere utile nel setting terapeutico?
In ambito terapeutico, gli esercizi corporei insieme a un lavoro di tipo verbale, permettono di sciogliere le tensioni e i blocchi muscolari, consentendo alle persone di evocare e di rivivere le emozioni in essi legate. Perciò, quando la persona esegue specifici esercizi bioenergetici ha la possibilità di entrare in contatto con le rigidità e le tensioni del suo corpo che sono specificamente legate alle sue rigidità e inibizioni a livello psichico. Nel momento in cui le emozioni rimosse riemergono alla consapevolezza, vengono elaborate assieme al terapeuta, e via via reintegrate nel senso di identità delle persone. Assieme all’elaborazione verbale del vissuto personale della persona, gli esercizi corporei permettono di identificarsi maggiormente con il proprio corpo, aumentando la vitalità e la capacità di provare piacere, nonché l’attenzione e il riconoscimento delle proprie sensazioni fisiche.

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Come le nostre emozioni possono prendere corpo?
Ogni stress a cui la persona è sottoposta, durante la sua vita, produce uno stato di tensione nel corpo. Le tensioni che si cronicizzano persistono come atteggiamento corporeo anche dopo la scomparsa dello stress che le aveva generate. Il trattamento psicoterapeutico permette di allievare le tensioni e le sofferenze dettate dalla propria armatura caratteriale (Reich, 1942). L’obiettivo è quello di riconoscere e ammorbidire le costrizioni e consentire alla persona di contattare le proprie tensioni muscolari, riconoscerle e dargli un nome e legarle alle emozioni che le attivano, integrandole con altri vissuti, così che la persona riacquisti piena vitalità, benessere emotivo e una piena integrazione mente-corpo.
L’armatura caratteriale funziona in maniera circolare, si caratterizza nel corso dell’infanzia in funzione dell’ambiente in cui vive l’individuo e contiene una specifica visione del mondo. Quando la persona è adulta proietta questa visione nella realtà del presente e osserva il mondo non come realmente è ma come appare attraverso il filtro della propria armatura. Per questo motivo, l’individuo si comporta in base a come vede la realtà e questo, a sua volta, induce la realtà e quindi gli altri, a rispondere in base al modo in cui viene trattata.
Lowen e i cinque caratteri?
Lowen (1985), propone cinque tipi caratteriali, dettati a loro volta da cinque differenti armature caratteriali a cui gli psicoterapeuti bioenergetici fanno riferimento per comprendere i pazienti anche nelle loro resistenze. Le corazze caratteriali, derivano dalla negazione dei principali bisogni e diritti nelle fasi precoci di vita di ogni persona (carattere schizoide, orale, psicopatico, masochista e rigido). Lo scopo dell’analisi bioenergetica, attraverso l’analisi del carattere, è quella di far sentire al paziente il suo carattere come formazione nevrotica che limita e interferisce nelle funzioni vitali dell’Io e ristabilire il libero movimento dell’energia del corpo, intervenendo in modo mirato sui blocchi emozionali/energetici presenti nel paziente e riscontrabili a tre livelli: psichico, emozionale e fisico (Lowen, 1985).

