La famiglia oggi

Tra incomprensioni, conflitti e nuovi assestamenti

La famiglia rappresenta il primo ambiente in cui l’individuo è inserito. Il rapporto con i familiari contribuisce a fornire molti degli strumenti fondamentali che la persona utilizzerà per l’inserimento nella comunità. Il progetto educativo della famiglia richiede un’armonia dei rapporti fra i vari membri della famiglia e una crescita equilibrata delle loro personalità.

Attualmente, la struttura della famiglia è molto diversificata. Alla base vi è l’unità coniugale, ovvero una coppia di individui uniti da un legame affettivo e sessuale. La struttura della famiglia si modifica con l’arrivo dei figli. Attualmente si stanno delineando anche nuove tipologie di famiglia: quella di soggetti appartenenti allo stesso sesso, la famiglia di convivenza, la famiglia di secondo matrimonio.

Se ci soffermiamo a pensare alla propria famiglia, possiamo riconoscere quanto i conflitti, le liti e le incomprensioni siano all’ordine del giorno. Ciò non significa che una famiglia, esente da conflitti, possa essere considerata sana e promotrice di benessere per i suoi membri. Al contrario, i conflitti sono fondamentali per permettere ai diversi componenti di esprimere il proprio modo di essere e di pensare, i propri sentimenti e la propria individualità. E’ fondamentale però, riuscire a gestire il conflitto, affinché esso possa diventare fonte di crescita per ogni membro. I conflitti ignorati o gestiti male, a lungo andare, possono portare a situazioni di sofferenza e talvolta, alla distruzione della famiglia stessa.

Il divorzio è spesso considerato un fallimento che tende a sconvolgere il sistema familiare ma sembra essere percepito dai componenti della coppia come l’unica alternativa possibile in grado di riportare serenità ed equilibrio tra i singoli individui della coppia e nei figli. Spesso però il divorzio è una rottura che, nell’ottica dei bambini, interrompe bruscamente tutti gli aspetti rassicuranti della routine familiare. È compito di entrambi i genitori spiegare al bambino cosa sta accadendo, in quanto il rischio in cui può incorrere il piccolo è quello di un impatto cumulativo, distinto in 3 fasi:

  1. notizia della rottura: fase caratterizzata da forti emozioni, tra le maggiori rabbia, stupore, paura e tristezza;
  2. post-divorzio: al bambino la casa può apparire vuota in mancanza di un genitore e può subire il malessere della madre. Potrà inoltre sviluppare il sentimento di sentirsi trascurato, di non essere più amato e considerato dai genitori;
  3. modalità sentimentali compensative: i bambini anticipano i tempi della loro maturazione affettiva. Le carenze affettive derivanti dall’interruzione della relazione affettiva dei genitori spingono i bambini a cercare inconsapevolmente modi e forme di compensazione nuovi, come il rafforzarsi di rapporti amicali o confusi sentimenti sessuali.

Al fine di evitare ciò, è necessario prima di tutto riconoscere la presenza di conflitti, invece di negarli e “convincersi” che vada tutto bene. Le conseguenze del conflitto, che sia consapevole o inconsapevole, prima o poi si manifesteranno in maniera violenta e apparentemente inaspettata. E’ fondamentale che, nonostante la presenza di conflitti, ogni membro della famiglia possa sentire di poter esprimere se stesso liberamente, di condividere con gli altri le proprie emozioni, di poter manifestare le proprie opinioni sapendo di essere ascoltato e compreso.

ultima modifica: 2015-07-15T16:24:18+00:00 da Romina