L’importanza del contatto per la formazione del legame di attaccamento

psicologa-susini-pistoia-bambini-contattoNelle prime settimane di vita il contatto con la madre è fondamentale. Tra madre e bambino si crea un sistema di risposte affettivo-motorie che sono alla base della formazione del senso del Sé nel piccolo, eventi che permettono al bambino di fargli vivere un benessere emotivo globale. Gli effetti positivi del tatto si verificano anche sul sistema immunitario e perciò sulla salute dell’individuo. È scientificamente accertato che esperienze sensoriali piacevoli quali, il toccare, l’accarezzare, l’abbracciare, l’avvicinamento al petto della madre (“Kangaroo care”), il massaggio infantile, l’ascolto di suoni rilassanti, metterebbero in moto il sistema limbico avviando la connessione ciclica tra il sistema endocrino e immunitario, definendo le condizioni per uno stato ottimale di autoregolazione della salute fisica ed emotiva. Il contatto fisico e psicologico dei genitori con i figli è molto importante perché definisce la relazione, rafforza il legame emotivo e lo rende più esclusivo e sicuro. Inoltre, il contatto corporeo rinforza nell’individuo il sentimento di autostima (Field T. M. e Schanberg S. M. 1986). Dalla letteratura è emersa l’esistenza di rapporti comunicativi materno/fetali che si mantengono anche dopo la nascita e che fanno ipotizzare l’inizio della vita psichica a livello prenatale (Rofi 2010).

Winnicott (1973) sottolinea l’importanza del contatto fisico per lo sviluppo della persona. Winnicott (1958) rilevò che la comunicazione che si istaura tra la madre e il feto è determinante per la relazione di attaccamento e per il successivo sviluppo psichico del bambino. Nel corso dei nove mesi di gestazione, il feto riceve i primi condizionamenti e subisce i primi traumi. Il feto conserva il ricordo degli eventi significativi avvenuti durante la sua vita prenatale nel corso della quale sarebbe in grado di sperimentare specifici stati emotivi. Winnicott sostiene inoltre che il “maneggiare” il bambino e il suo corpo siano processi fondamentali nel processo di “attaccamento” e di formazione del suo “sé”.

Anche Bowlby (1958) sottolinea l’importanza del contatto fisico tra madre e bambino. Il bambino piccolo possiede, in virtù della sua dotazione genetica, una “predisposizione biologica” che lo porta a sviluppare un attaccamento per chi si prende cura di lui. L’attaccamento ha la funzione biologica di proteggere la prole e la funzione psicologica di fornire sicurezza. I bambini sono geneticamente “predisposti” a mantenere la vicinanza con la madre e a segnalarle il bisogno di attenzione o aiuto in momenti di difficoltà. Le madri d’altra parte sono programmate in modo da rispondere a questo tipo di segnali.

Il contatto fisico è senz’altro il linguaggio ideale e privilegiato per stabilire una relazione tra il neonato e i suoi genitori.

ultima modifica: 2014-12-27T21:52:54+00:00 da Romina